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Non c’è scadenza per chiedere i contributi per i traslochi effettuati, allo scopo di sgomberare le case per favorire i lavori di riparazione dei danni causati dal sisma. L’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3797/2009, infatti, non pone dei termini, allo scopo di permettere agli interessati di organizzarsi nel modo più razionale possibile per liberare i propri alloggi.
Il contributo – al massimo 5.000 euro – copre anche i costi per l’eventuale deposito del mobilio. Il beneficio, peraltro, tocca a tutti, salvo che per gli immobili giudicati pienamente agibili, cioè classificati A in seguito alle verifiche dei tecnici. Sul sito internet del Comune dell’Aquila, www.comune.laquila.it, c’è un modulo (elaborato dalla stessa Municipalità) per rendere più agevole la richiesta. Ma non è necessario utilizzare quel prestampato. La domanda, da inoltrare al Comune dove è situata la casa da riparare (non conta, dunque, la residenza o il domicilio della persona, ma il territorio comunale in cui ricade l’immobile), può essere tranquillamente redatta in carta semplice. L’importante è allegare le fatture, o comunque la documentazione fiscale, delle spese sostenute per il trasloco e per l’eventuale deposito. Al momento, comunque, non ci sono fondi disponibili per erogare i contributi, poiché le somme, poste dall’ordinanza a carico all’articolo 7, comma 1, del decreto legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito con modificazioni dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, non sono ancora arrivate da Roma. E’ importante comunque continuare a raccogliere le richieste, allo scopo di avere un quadro esatto degli importi ed eventualmente richiedere gli stessi agli uffici di Stato competenti.
Fonte: Ufficio stampa della Struttura per la Gestione dell'Emergenza. |