L'Aquila rinasce - la ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009
Adempimenti per le fasi di ristoro dei danni

 

Pubblichiamo un importante comunicato dell'ufficio stampa del Comune dell'Aquila. 

 

RICOSTRUZIONE. BANCHE PAGHERANNO SUBITO ANTICIPAZIONE 25%.
CIALENTE: “UN SUCCESSO PER LA CITTA’” “RIPAGATO MIO IMPEGNO, SUBITO I SOLDI CON LETTERA DI ACCETTAZIONE”

 

A partire dai prossimi giorni, le banche cominceranno a pagare l’anticipazione del 25% del contributo provvisorio per la riparazione e la ricostruzione degli edifici con esito “B”, “C” ed “E”. Lo ha reso noto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il quale ha ricevuto l’assicurazione che, entro la prossima settimana, la Cassa Depositi e Prestiti e l’Abi – con il consenso del Ministero dell’Economia – sottoscriveranno una nuova convenzione, che renderà appunto possibile l’ottenimento del finanziamento agevolato per avviare i lavori. Finora il contributo provvisorio, previsto dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3803 per accelerare l’inizio delle opere da parte delle imprese, non era riconosciuto dagli istituti di credito. Ciò perché la convenzione vigente prevedeva la messa a disposizione di risorse unicamente dopo il contributo definitivo.

 

“Una grande vittoria per la città, che mi ripaga dell’impegno che ho profuso per superare questo handicap – ha spiegato Cialente – Tutto ciò è importante non solo per i privati, ma soprattutto per i condomini e le cooperative, fino a qualche tempo fa esclusi da questi benefici. Pertanto, con la nuova convenzione, saranno in sostanza due i grandi vantaggi. Il riconoscimento dell’efficacia del contributo provvisorio e l’anticipazione immediata del 25% sul relativo importo da parte delle banche che aderiscono alla convenzione. In altri termini, non appena avranno in mano la lettera del Comune di accoglimento della richiesta di contributo provvisorio, imprese e cittadini avranno subito accreditati i fondi dell’anticipazione. A proposito di condomini e cooperative, tale prestigioso obiettivo si aggiunge a quello riguardante il totale finanziamento di tutti i lavori inerenti le parti comuni, previsto dalla recente ordinanza 3813. Anche questa novità era stata da me fortemente voluta”.

 

Il sindaco ha inteso ringraziare sentitamente l’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti, Massimo Varazzani, il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, il Consigliere giuridico della Protezione civile, Giacomo Aiello, il prefetto Franco Gabrielli e il Ministero dell’Economia “per la sensibilità espressa in questo ambito. Con tutti questi soggetti istituzionali – ha proseguito Cialente – mi sono incontrato ripetutamente, allo scopo di arrivare al risultato positivo. In particolare, il prefetto Gabrielli ha sostenuto con me questa importante battaglia. Ora si sta risolvendo un problema che stava creando non poche difficoltà alla ricostruzione”.

 

“Alla soddisfazione per aver raggiunto questo importante traguardo – ha detto ancora il primo cittadino dell’Aquila – si aggiunge la considerazione oggettiva che ora i progetti per la ricostruzione possono avere effettivamente un’accelerazione decisa. In particolare per tante case classificate “B” e “C”, con danni lievi, il risultato che sono riuscito a ottenere può voler dire il completamento dei lavori e il ritorno a casa di migliaia di famiglie nel giro di poche settimane. Proprio per questo motivo, rivolgo un appello ai proprietari e ai progettisti affinché, concordemente, predispongano in modo rapido tutti gli adempimenti necessari per la presentazione dei progetti e delle richieste di contributo, anche in considerazione che la scadenza per le “B” e le “C” è attualmente prevista al 25 ottobre”.

 

Fonte: Ufficio stampa del Comune dell'Aquila.

 

 

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Ultime
 
Riprendiamo dal sito del Dipartimento della Protezione Civile e ripubblichiamo.
 
Lettera agli aquilani dopo sei mesi.
 
Oggi è il sei ottobre 2009. Sei mesi dal sei aprile. Sei mesi, che sono un soffio e un’eternità insieme.
Un soffio, per chi prepara progetti e li mette in atto, scontrandosi con la realtà dei “tempi tecnici” necessari per fare qualsiasi cosa. Un’eternità, per chi aspetta una normalità che sembra non arrivare mai, costretto a una vita da rifugiato anche se ha scelto di vivere a pochi metri da casa, obbligato a far passare il tempo senza avere il comando dei propri giorni per decidere come viverli.
 
Come capita sempre nella vita, a distruggere basta un attimo, per costruire serve tempo. Una città, un territorio sono come una famiglia, un’impresa, una qualsiasi altra realizzazione sociale dell’uomo. Quando l’amore non è coltivato ogni giorno, quando si lavora oggi senza pensare a domani, quando si sta insieme per motivazioni che un giorno erano chiare, ma sulle quali non si è avuto la prudenza di lavorare, qualsiasi crisi può sfasciare tutto quello che abbiamo costruito, su cui
abbiamo scommesso, che abbiamo considerato un bene acquisito una volta per sempre. Le famiglie si dividono, le imprese falliscono. Comincia, inevitabile, una stagione di ripensamenti, spesso di accuse agli altri perché non ci hanno capito, non hanno riconosciuto le nostre ragioni, hanno mandato a rotoli i nostri progetti.
 
Chi resta da solo e senza risorse, chi si ritrova dall’oggi al domani senza lavoro, chi si accorge che il racconto delle proprie esperienze di dramma, col loro strascico di paure e incubi notturni, ottiene un’attenzione sempre minore, distratta, svogliata: sono queste le sole persone che possono capire cosa sono sei mesi nella vita di chi se l’è vista distrutta.
 
Il terremoto, la distruzione: nulla è più come prima, niente lo sarà mai più. Il terremoto parte dalla terra e arriva dentro ciascuno, dentro le famiglie, le comunità, le città, si installa come un ospite non voluto che è impossibile allontanare.
 
Una presenza che cambia peso e intensità col passare dei giorni. I primi sono quelli del lutto, dei soccorsi, dei senzatetto da mettere al riparo. Poi ci sono quelli della solidarietà, tra chi è venuto ad aiutare e chi ha trovato rifugio, dell’accoglienza, della voglia di far festa per ogni piccolo segno di vita buona, come una scuola che riapre o la nascita di un bimbo che diventa simbolo di speranza per tutti. Poi ci sono i giorni duri del tempo che rallenta, delle televisioni che non hanno più inviati,
della routine dei campi che si vive con il fastidio crescente di essere come separati, da quei teli blu, dal resto del mondo e dal proprio futuro. Adesso è il periodo del tempo che non passa, perché ogni entusiasmo si è raffreddato, e ogni attesa provoca dolore, perché, costretti dalle cose ad essere realisti, a guardare in faccia la realtà per com’è, arriviamo a non sopportarla più.
 
Anche i fatti positivi che pure accadono intorno a noi sono condivisi con riserva, se riguardano altri e non il proprio futuro. Sono centinaia, dopo sei mesi, le famiglie che abitano case nuove e confortevoli. Sono migliaia i ragazzi che hanno ripreso la scuola spesso in strutture realizzate a tempo di record. Sono sempre meno coloro che ancora non hanno trovato una sistemazione buona almeno per l’inverno. In sei mesi l’Italia intera ha partecipato a realizzare, all’Aquila, strutture che
in occasione di altri terremoti non si sono mai viste o hanno richiesto anni per essere completate. La Protezione Civile e tutte le sue componenti e strutture operative, decine e decine di imprese al lavoro, hanno trasformato L’Aquila e i Comuni del cratere in un cantiere aperto giorno e notte per dare casa e servizi a un’intera città disastrata.
 
I primi risultati si vedono, sono concreti, sono reali, ma la realtà, che pure registra record assoluti di tempestività ed efficienza, sembra sempre in ritardo rispetto al tempo della nostra impazienza, della stanchezza che arriva alle ossa perché abbiamo bisogno di un’aria diversa per respirare, senza misurarci ogni istante col tempo che, a seconda dei casi e dei ruoli, si traveste da soffio o diventa eterno sulla nostra pelle.
 
Scrivo queste cose, a sei mesi dalla catastrofe, perché non mi sento ma sono aquilano, non mi sento ma sono terremotato, perché vivo da quel giorno gli stati d’animo, le ansie e anche le speranze di chi vive qui, nelle condizioni che il sisma del 6 aprile ha disegnato. Chi lavora con me da sei mesi, impegnato ogni giorno per rimediare ai guasti del terremoto, vive questa contraddizione di sentire che il tempo, i giorni, sono sempre troppo pochi e troppo lunghi, troppo pochi per arrivare a tutto, troppo lunghi perché non si vede bene la fine del tunnel della precarietà nel quale nessuno, lo abbiamo giurato a noi stessi, deve restare intrappolato.
 
Non siamo terremotati perché il sisma ci ha colpito ma perché abbiamo scelto di esserlo con gli aquilani, siamo venuti da fuori e siamo rimasti, con l’idea forse banale e semplicistica che stava a noi per primi non andarcene, restare e lavorare senza risparmio di energie per dire coi fatti ai cittadini dell’Aquila che non erano soli, che lo Stato c’era e c’è, che il terremoto non ha lasciato nessuno senza percorsi possibili verso un futuro vivibile.
 
Sono andato via dall’Aquila solo quando la tragedia, il disastro, hanno colpito altre parti d’Italia, a Viareggio, a Messina in queste ultime ore. Viaggi da una catastrofe ad altre, da un dolore che conosco ad altre sofferenze e altre amarezze. Per questo non ho bisogno di leggere i giornali, di ascoltare dichiarazioni, di scorrere reportage, di prender parte al gioco inutile delle polemiche per sapere che il nostro compito in Abruzzo non è ancora finito, che dobbiamo mettere in conto ancora
giorni e giorni passati lavorando senza badare alla fatica, spendendoci per limare un po’di tempo all’eternità di chi aspetta e far stare più cose nel soffio di ogni giorno a nostra disposizione.
 
Chiedo al tempo, in questo giorno, di non impedirci di vedere ciò che abbiamo fatto e di gioirne, insieme a quanti per primi sono arrivati a godere dei risultati dell’enorme sforzo che ogni giorno si compie in queste terre.
 
Chiedo al tempo che ci conceda una sua piega, per ricordare quanta strada abbiamo fatto in sei mesi, dai primi soccorsi alle esequie delle vittime, dalla visita del Papa alle decisioni del Governo per far fronte all’emergenza, dal G8 ai piani per le nuove costruzioni, dalle prime case finite a quelle che stanno sorgendo, dai giorni della mobilitazione solidale degli italiani fino all’oggi, che vede ancora migliaia di persone al lavoro, che hanno stabilito con l’Abruzzo e la sua gente un rapporto destinato a durare.
 
Chiedo al tempo, infine, di lasciarci vedere il termine dell’attesa. Abbiamo tutti fame di pace, di cose finite, di impegni assolti. Abbiamo tutti fame di un buon futuro possibile e concreto, da usare con un po’ di libertà. Lo so e lo sento, condivido, resto qui a condividere con quanti ancora devono pazientare.
 
Il giorno in cui daremo una casa all’ultima famiglia che l’aspetta, potremo di nuovo imparare a vivere il tempo nella sua semplicità, considerandolo nostro amico. Resto qui con voi, perché so che quel giorno è vicino e credo in coscienza di aver conquistato il diritto e l’onore di viverlo insieme a voi.
 
 
Guido Bertolaso

 
Censimento dei danni

 

Il 6 ottobre il comune dell'Aquila ha pubblicato altri tre elenchi con gli esiti delle verifiche di agibiità. Questo il dettaglio:

 

Integrazioni di elenchi già pubblicati.
Le integrazioni riguardano il capoluogo e le frazioni di Assergi, Bagno Grande, Bazzano, Camarda, Casaline, Foce, Paganica, Pettino, Pile, Roio Piano, Sant'Elia, San Gregorio e San Marco.

 

Rettifiche di elenchi già pubblicati.
Le rettifiche riguardano il capoluogo e le frazioni di Aragno, Assergi, Coppito, Monticchio, Paganica, Pettino e Pianola. L'elenco è stato pubblicato il 6 ottobre 2009 con il numero di albo pretorio 1119.

 

Esiti di secondi sopralluoghi.
L'elenco riguarda il capoluogo e le frazioni di Bagno Piccolo, Gignano, Monticchio, Paganica, San Marco e Santa Rufina. L'elenco è stato pubblicato il 6 ottobre 2009 con il numero di albo pretorio 1119.

 

Fonte: sito internet del Comune dell'Aquila.

 

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Adempimenti amministrativi, finanziari, bancari

Il comune dell'Aquila ha pubblicato sul proprio sito internet, altri due elenchi degli aventi diritto al contributo per autonoma sistemazione.
 
Si tratta del terzo elenco di giugno e del primo elenco di luglio che comprende anche i conguagli per i mesi precedenti.
 
 
 
Fonte: Sito internet del comune dell'Aquila.
  
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Adempimenti per le fasi di ristoro dei danni
 

E' stata firmata il 29 settembre l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3813, che stabilisce ulteriori interventi in favore del territorio abruzzese colpito dal terremoto del 6 aprile 2009. 

Questi i temi principali: 

Copertura totale delle spese di ristrutturazione dei condomini 
L’amministratore di condominio può richiedere il finanziamento agevolato dei contributi per le abitazioni B, C ed E fino a copertura del costo degli interventi sulle strutture, compreso l’adeguamento igienico sanitario e il ripristino degli elementi architettonici esterni, incluse le rifiniture esterne e le parti comuni dell’intero edificio(art. 7).

Agevolazioni per i contratti di affitto agevolato o comodato 
I contratti ad affitto agevolato  o di comodato stipulati ai sensi dell’art. 11 dell’Ordinanza n. 3754 del  9 aprile 2009 sono esenti da ogni tributo e diritto. Per quelli già stipulati all’entrata in vigore di questa ordinanza, il termine per la registrazione è sospeso fino al 30 novembre 2009. Inoltre, il reddito imponibile derivante al proprietario è ridotto del 30%. (art.5)

MAP - Moduli Abitativi Provvisori 
Saranno i Sindaci dei comuni dove vengono realizzati i Moduli Abitativi Provvisori – MAP a realizzare gli interventi infrastrutturali e di mitigazione del rischio necessari per i nuovi  insediamenti. Per le spese valutate in 500.000 euro si provvede con il fondo trasferito alla Protezione Civile.Per la realizzazione dei MAP è sufficiente una comunicazione di avvenuta approvazione del progetto (art. 2). 
Sarà compito dei Sindaci dei comuni interessati assegnare ai nuclei familiari i MAP - Moduli Abitativi Provvisori, sulla base dei criteri definiti precedentemente dall’autorità comunale. Chi avrà assegnato un MAP, non potrà più usufruire del Contributo di Autonoma Sistemazione - CAS né alloggiare gratuitamente nelle strutture messe a disposizione dal commissario delegato (art. 9).

Contributi e indennizzi per gli orfani di genitori vittime del terremoto 
Gli orfani di uno o entrambi i genitori deceduti a causa del terremoto possono usufruire del contributo o dell’indennizzo spettante al genitore deceduto (art. 8
  
Scuola e Università 
I 19,4 milioni di euro stanziati dal bilancio del Ministero dell’Istruzione per il 2009 saranno utilizzati per le scuole danneggiate dal terremoto. Inoltre, il Ministero è autorizzato a ricevere donazioni anche dall’estero in favore delle scuole e dell’Università dell’Aquila per il ripristino dell’attività didattica (art. 4). 
Il Presidente della regione Abruzzo dovrà assicurare ed agevolare i servizi per lo spostamento degli studenti delle scuole e dell’Università dell’Aquila nell’ambito dei comuni abruzzesi (art. 11).

Proroga dei rapporti di lavoro stagionali per gli albergatori 
Gli albergatori che ospitano temporaneamente le persone sfollate a causa del terremoto sono autorizzati a prorogare i rapporti di lavoro stagionali fino al termine dell’emergenza con oneri a proprio carico. (art.6)

Recupero rifiuti inerti 
Impianti per il recupero dei rifiuti inerti potranno essere realizzati anche nelle aree autorizzate alle attività estrattive all’interno della regione Abruzzo (art.3). Le operazioni di recupero dei rifiuti potranno iniziare contestualmente alla presentazione della comunicazione di inizio attività. Tali impianti dovranno presentare la richiesta di “verifica di assoggettabilità” per la procedura di Valutazione di Impatto ambientale. (art. 3)

Convenzioni con Consip 
Per assicurare omogeneità di gestione e manutenzione delle strutture temporanee realizzate sul territorio abruzzese il Dipartimento della Protezione Civile può ricorrere alle convenzioni stipulate dalla Consip - Concessionaria Servizi Informativi Pubblici S.p.A. - per l’acquisizione di lavori, beni e servizi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto (art. 10)

Abruzzo Engineering 
Per gli interventi di assistenza in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici la provincia de L’Aquila può avvalersi di Abruzzo Engineering s.c.p.a. nel limite massimo di euro 300.000 (art. 1). 

 
Fonte: Sito internet del Dipartimento della Protezione Civile. 

 

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