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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il report dell'incontro in Piazza Duomo del 21 marzo 2010 riproponendo anche l'introduzione di Luigi Sgambati.
Questa giornata prende spunto dalla necessità di partecipazione: la necessità, cioè, che i cittadini partecipino al dibattito pubblico che riguarda le scelte relative al loro territorio. È una necessità sicuramente di primo piano nel nostro Paese, nel quale le persone hanno sempre meno spazi per partecipare alla vita politica ed alle scelte di governo; ed anche a livello locale, nella nostra città, è sempre stata una necessità evidente, anche prima del terremoto. Ma è una necessità assolutamente prioritaria nell'attuale situazione, che vede L'Aquila in balia di un diluvio di decisioni di grandissimo rilievo, alcune già prese, altre imminenti: è imprescindibile che i cittadini partecipino attivamente al processo e alle scelte di ricostruzione. Partecipazione, è importante precisarlo, non come atto che viene dall'alto: non è una concessione dell'istituzione o del pubblico rappresentante che si piega ad ascoltare il cittadino. Anche questo è, o meglio, sarebbe necessario, ma non è questa la partecipazione. Non ha niente a che fare con la frase che spesso sentiamo dire dagli esponenti di partito: “bisogna ripartire dalla base!”. Una frase emblematica del concetto di politica diffuso nella società: c'è una base, ossia una realtà statica, sulla quale si erge qualcos'altro; c'è chi sta fermo sotto qualcun'altro e chi “parte”. La partecipazione, invece, è un atto che viene dal basso: è un'azione del singolo, che si mette in movimento, si interessa, si informa, incontra, ascolta, discute, pensa, propone, partecipa. È un atto fondamentale che mette il singolo in relazione con la collettività e lo rende cittadino. La partecipazione è una necessità perché scelte partecipate sono migliori di scelte individuali: sono più aderenti alle reali esigenze dei diretti interessati e si arricchiscono della creatività dei cittadini, delle loro idee e della loro esperienza. Sono scelte che rispettano l'identità del territorio e contribuiscono a valorizzarla per quello che è. Per questo è imprescindibile che inizi un percorso partecipato sui temi della ricostruzione e in generale sul nostro territorio, in modo da potersi confrontare attivamente con le istituzioni, alimentare un dibattito ricco e costruttivo ed incidere concretamente sulle scelte che verranno prese. Ma oggi siamo qui anche e soprattutto perché la partecipazione, prima che una necessità, è un valore: è qualcosa che vale, una priorità per la quale spendere tempo ed energie. È un valore perché arricchisce la vita delle persone e della collettività tutta: permette di incontrarsi, guardarsi negli occhi, ascoltarsi e farsi ascoltare. La partecipazione crea relazioni belle, gratificanti e costruttive. Ed è proprio questo aspetto uno dei più urgenti: la nostra città è distrutta, frammentata, smembrata; noi siamo dispersi, non abbiamo più spazi significativi di riferimento. Questo, perciò, vuole innanzitutto essere uno spazio d'incontro, per ricostruire l'unità tra i cittadini, i quali, prima che cittadini, sono persone. Luigi Sgambati Scarica il report Fonte:
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