L'Aquila Anno 1. Report del primo S-OST del 21 marzo 2010 PDF Stampa E-mail
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Sabato 27 Marzo 2010 13:24


Riceviamo e volentieri pubblichiamo il report dell'incontro in Piazza Duomo del 21 marzo 2010 riproponendo anche l'introduzione di Luigi Sgambati.

 

Questa giornata prende spunto dalla necessità di partecipazione: la necessità, cioè, che i cittadini partecipino al dibattito pubblico che riguarda le scelte relative al loro territorio. È una necessità sicuramente di primo piano nel nostro Paese, nel quale le persone hanno sempre meno spazi per partecipare alla vita politica ed alle scelte di governo; ed anche a livello locale, nella nostra città,  è sempre stata una necessità evidente, anche prima del terremoto. Ma è una necessità assolutamente prioritaria nell'attuale  situazione,  che  vede  L'Aquila  in  balia  di  un  diluvio  di  decisioni  di grandissimo rilievo, alcune già prese, altre imminenti: è imprescindibile che i cittadini partecipino attivamente al processo e alle scelte di ricostruzione.  

Partecipazione, è importante precisarlo, non come atto che viene dall'alto: non è una concessione dell'istituzione o del pubblico rappresentante che si piega ad ascoltare il cittadino.  Anche  questo  è,  o  meglio,  sarebbe  necessario,  ma  non  è  questa  la partecipazione. Non ha niente a che fare con la frase che spesso sentiamo dire dagli esponenti  di  partito:  “bisogna  ripartire  dalla  base!”.  Una  frase  emblematica  del concetto di politica diffuso nella società: c'è una base, ossia una realtà statica, sulla quale si erge qualcos'altro; c'è chi sta fermo sotto qualcun'altro e chi “parte”.  

La partecipazione, invece, è un atto che viene dal basso: è un'azione del singolo, che si  mette  in  movimento,  si  interessa,  si  informa,  incontra,  ascolta,  discute,  pensa, propone, partecipa. È un atto fondamentale che mette il singolo in relazione con la collettività e lo rende cittadino.  La  partecipazione  è  una  necessità  perché  scelte  partecipate  sono  migliori  di  scelte individuali:  sono  più  aderenti  alle  reali  esigenze  dei  diretti  interessati  e  si arricchiscono  della  creatività  dei  cittadini,  delle  loro  idee  e  della  loro  esperienza. 

Sono scelte che rispettano l'identità del territorio e contribuiscono a valorizzarla per quello che è. Per  questo  è  imprescindibile  che  inizi  un  percorso  partecipato  sui  temi  della ricostruzione  e  in  generale  sul  nostro  territorio,  in  modo  da  potersi  confrontare attivamente con le istituzioni, alimentare un dibattito ricco e costruttivo ed incidere concretamente sulle scelte che verranno prese.    

Ma  oggi  siamo  qui  anche  e  soprattutto  perché  la  partecipazione,  prima  che  una necessità, è un valore: è qualcosa che vale, una priorità per la quale spendere tempo ed  energie.  È  un  valore  perché  arricchisce  la  vita  delle  persone  e  della  collettività tutta:  permette  di  incontrarsi,  guardarsi  negli  occhi,  ascoltarsi  e  farsi  ascoltare.  La partecipazione crea relazioni belle, gratificanti e costruttive. 

Ed  è  proprio  questo  aspetto  uno  dei  più  urgenti:  la  nostra  città  è  distrutta, frammentata, smembrata; noi  siamo  dispersi,  non  abbiamo  più  spazi  significativi  di riferimento.  Questo,  perciò,  vuole  innanzitutto  essere  uno  spazio  d'incontro,  per ricostruire l'unità tra i cittadini, i quali, prima che cittadini, sono persone. 

Luigi Sgambati

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Ultimo aggiornamento Sabato 27 Marzo 2010 19:24