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Scuola: un comunicato dei genitori degli alunni del Cotugno. PDF Stampa E-mail

 

Come i nostri lettori sanno bene - lo abbiamo ripetuto fino alla nausea - non pubblichiamo comunicati, notizie o prese di posizioni dei vari comitati che egregiamente, ognuno per le prorie competenze, stanno portando avanti con efficacia e determinazione le giuste istanze dei cittadini.
Seguiamo questa linea per rimarcare l'indipendenza del sito e per non incorrere in polemiche. Solo per questo e non perchè non abbiamo le nostre posizioni ed i nostri punti di vista o perchè ci manchi il coraggio di gridarle.
Ma la scuola ed i nostri figli sono argomenti troppo importanti per il futuro della nostra città. E' con la scuola che si ricomincia. E' per i nostri figli che costruiamo il futuro. Questi motivi ci hanno indotto a lasciare questo spazio ai genitori degli alunni dell'Istituto d'Istruzione Superiore D. Cotugno da sempre un punto fermo per la nostra città.

 

Ecco il comunicato:

 

Lunedì 17 Agosto a partire dalle ore 10.00 è convocato un sit-in di protesta a L’Aquila davanti al palazzo di vetro della Regione Abruzzo e all’ex ITC a Pettino

 

La decisione è stata presa nella riunione del 12 agosto da un nutrito gruppo di genitori dell’Istituto di istruzione Domenico Cotugno (Liceo Classico, Liceo Linguistico, Liceo Pedagogico, Liceo delle Scienze Sociali) costituito in comitato. 

 

Questi in sintesi i punti salienti emersi:

vogliamo che il Cotugno disponga di strutture edilizie adatte ad una scuola concepita secondo le normative edilizie attuali; e che invoglino al ritorno a L’Aquila dei suoi studenti e (conseguentemente) dei loro gruppi famigliari. Vogliamo, quindi, che l’anno scolastico riparta in moduli abitativi antisismici, anche se dovessero essere provvisori, da installarsi nelle aree già identificate ed acquisite a tale scopo dal Comune dell’Aquila.  

Siamo preoccupati della mancanza e della impossibilità dell’adeguamento alla normativa oggi vigente di una struttura in cemento armato quale quella dell’ex ITC scelta, che una volta ripristinata, nel migliore dei casi tornerà come era prima del sisma ereditando dunque i criteri costruttivi e le normative degli anni settanta. Ricordiamo che l’ex ITC era destinato prima del terremoto ad ospitare gli uffici della Provincia, e che la destinazione d’uso di una scuola, in particolare per quanto riguarda il computo delle sollecitazioni sismiche, impone criteri ben più sfidanti di quelli relativi alla destinazione d’uso ufficio. 

La necessità  di poter rendere sereno l’apprendimento degli studenti è condizione indispensabile per la proficuità del tempo trascorso sui banchi: è indispensabile per focalizzare l’interesse sulle materie di studio, non sulla propria personale incolumità. 

 

Facendo memoria dell’errore compiuto prima del crollo del Convitto Nazionale, non si trascuri, poi, l’ingovernabilità da parte dei professori e del preside causata dalla giusta raccomandazione che impone di lasciare libero di abbandonare le strutture murarie lo studente che, intimorito da una scossa di qualsivoglia magnitudo, decida di abbandonare la lezione. 

L’unico risultato sarà l’esautorazione dei docenti ed una didattica discontinua ed inefficace, capace solo di consolidare i timori, le ansie e lo stato di terremotati permanenti degli studenti. Inoltre, la eventuale evacuazione di 1200 persone, immotivatamente concentrate accorpando tutti i quattro indirizzi, impone piani da congegnare con scrupolosa attenzione ed adeguate esercitazioni, nonché un edificio propriamente predisposto e progettato.  

Nel caso in cui non ci fosse una adeguata ed immediata risposta alle forme di sensibilizzazione che promuoveremo, siamo pronti dapprima a raccogliere fondi perché la scuola possa accludere moduli abitativi provvisori per le classi dei nostri figli; poi ad iscrivere i nostri figli presso altre istituzioni scolastiche che garantiscano i criteri minimi qui definiti essenziali per la proficuità dello studio, e dove si possa restare seduti sui banchi senza timori. Anche considerando come alternativa condizioni di pendolarismo degli studenti.  

 

Se vogliamo realmente che L’Aquila si rifondi su una qualità della vita migliore rispetto a quella antecedente al 6 aprile, riprenda a vivere e sia meglio di com’era, non si può non partire dalle scuole e dai giovani. La prima cosa da ricostruire dopo un disastro è ciò che dà fiducia ai giovani, il loro mondo, i loro spazi vitali primari, la loro serenità. Ma occorre ritornare al futuro. In tutti i sensi. Vogliamo che il Cotugno sia un modello di riferimento invidiabile. 

 

Comitato genitori dell’Istituto di Istruzione Superiore “Domenico Cotugno” di L’Aquila

 

Tags scuola